Secondo un esperto americano, il Marocco dovrebbe dare inizio a una "nuova Marcia Verde" in direzione di Ceuta e Melilla.

Analogamente alla marcia da lui organizzata nel 1975 per liberare Saguia el-Hamra e Wadi al-Dahab,

 un ricercatore di un noto think tank americano ha esortato le autorità marocchine a pianificare una

 Marcia Verde per liberare Ceuta e Melilla dall'oppressione spagnola.



Questa affermazione è contenuta in un articolo scritto dal ricercatore americano Michael Rubin, apparso lunedì sul Middle East Forum e sul sito web dell'American Enterprise Institute.


Rubin, noto per le sue opinioni esplicite sulle questioni mediorientali, ha esortato il Marocco ad avviare

 un movimento popolare "pacifico" simile alla Marcia Verde del 1975 per "porre fine alla presenza

 spagnola" nelle due città, che considera un'"estensione illegale" della sovranità spagnola in Nord Africa.


"Ceuta e Melilla saranno anche città di piccole dimensioni, ma costituiscono ponti illegali e ospitano

 oltre 170.000 coloni spagnoli", ha continuato. Ha aggiunto che, poiché i migranti africani hanno

 ripetutamente tentato di entrare in queste due enclavi occupate, esse rappresentano un "punto debole"

 per la sicurezza europea. Il ricercatore ha collegato questo ragionamento al discorso politico di Pedro

 Sánchez sulla "decolonizzazione" nel suo studio, sostenendo che Madrid deve "allinearsi a questo

 discorso" ritirandosi da Ceuta e Melilla. Inoltre, Rubin si è spinto fino a minimizzare la possibilità di

 una risposta militare della NATO, affermando che i marocchini che entravano nelle due città "non

 avrebbero chiesto assistenza alla NATO".