Le politiche educative tra determinismo tecnologico e sovranità umana" di Abdul Nasser Naji


Steve Bannon è il leader intellettuale del nuovo "trumpismo", secondo il quale gli antichi valori illuministi di uguaglianza e democrazia hanno esaurito la loro utilità e ora ostacolano il progresso tecnologico. Sostiene che una classificazione geostrategica ed epistemologica dell'umanità rappresenti l'alternativa.


Questa nuova visione geostrategica trasforma le politiche educative in uno strumento di ingegneria sociale basato sulle classi. L'obiettivo è creare una nuova forma di feudalesimo intellettuale, anziché migliorare la qualità della vita di tutti. In questo sistema, maggiore intelligenza, creatività e capacità di gestire l'incertezza sono appannaggio di una piccola élite che detiene l'autorità di indagare ed esercitare il controllo, mentre le classi subordinate ricevono un'istruzione automatizzata che le trasforma in una forza lavoro sottomessa e sacrificabile. Invece di incoraggiare la ricerca e la curiosità, questo processo di addomesticamento cognitivo utilizza le neuroscienze per programmare l'obbedienza. Utilizzando gli strumenti della "pedagogia tirolitica" per garantire la semplice manipolazione e standardizzazione delle menti al fine di sostenere il nuovo centralismo tecnologico, l'aula scolastica, un tempo luogo di liberazione, si trasforma in un laboratorio di controllo politico. Passando da questo ampio quadro politico alla sfera sociale vissuta, constatiamo che gli studenti sono soggetti a meccanismi di controllo algoritmico più complessi che alterano la loro composizione psicologica, oltre al curriculum scolastico ufficiale.


Il punto di vista sociale: il declino della sovranità mentale e l'autocrazia degli algoritmi


Da un punto di vista sociale, l'aula è diventata un'arena di confronto impari con i social media, anziché un luogo privato o sicuro.


Dobbiamo però considerare l'aspetto culturale dell'attuale dilemma educativo, poiché questo controllo sociale computerizzato diventa pienamente efficace solo quando trova un terreno culturale fertile.


L'aspetto culturale: la logica dell'"isola" e la sottomissione al consumo sensuale


La sottomissione alla logica dell'interesse personale e alle correnti del piacere sensuale sfrenato ha oggi un impatto maggiore sulla cultura rispetto al passato. In questo contesto, l'allusione all'"isola di Epstein" va oltre l'aspetto criminale per diventare un emblema culturale del crollo dei valori di fronte al desiderio sfrenato e al puro egoismo degli algoritmi.

Che sia intenzionale o accidentale, le strategie educative che sostengono il determinismo scientifico e promuovono l'automazione delle competenze di base ignorano il fatto che la società contemporanea è guidata da sistemi di controllo digitali che stanno rivoluzionando le interazioni sociali e il concetto stesso di attenzione.


La nostra società sta passando da una disciplina tradizionale a una di controllo digitale, dove gli algoritmi funzionano come una scuola parallela, addestrando gli impulsi riducendo la dopamina e minando la capacità di concentrazione profonda e prolungata. In questo caso, l'istruzione "esplicita" rigida diventa ancora più problematica perché si rivolge a uno studente la cui sovranità mentale è già stata violata. Quando lo studente odierno viene ridotto a un "punto dati" il cui comportamento sociale e di consumo è prevedibile, l'incertezza umana – la capacità di pensare al di là delle aspettative algoritmiche – diventa un atto di resistenza esistenziale. Una scuola che non insegna agli studenti a comprendere gli algoritmi che governano la loro vita sociale favorisce l'alienazione sociale piuttosto che l'integrazione sociale.


Tuttavia, poiché questo controllo sociale computerizzato diventa pienamente efficace solo quando trova un terreno culturale fertile, dobbiamo tenere conto della componente culturale dell'attuale sfida educativa.


L'aspetto culturale: deferenza al consumo sensuale e la logica de "L'isola"


La cultura odierna è più influenzata che in passato dalla sottomissione alla logica dell'interesse personale e alle correnti di un piacere sensuale sfrenato. In questo contesto, il riferimento all'"isola di Epstein" trascende l'elemento criminale e diventa un simbolo culturale della disgregazione dei principi di fronte al desiderio incontrollato e al puro interesse personale.