Settantamila famiglie sono tormentate dalla minaccia di espulsione. Lo "scudo sociale" crolla, lasciando i marocchini in Spagna in balia degli eventi.
Il mancato rinnovo da parte del Parlamento spagnolo del pacchetto "Scudo Sociale", che offriva una protezione eccezionale ai gruppi svantaggiati contro le conseguenze della crisi economica, ha lasciato migliaia di immigrati marocchini in Spagna in una situazione precaria.
A causa dell'impossibilità di pagare l'affitto, oltre 70.000 famiglie – tra cui una parte consistente della comunità marocchina – rischiano ora di essere sfrattate immediatamente dalle proprie case a seguito di questa decisione, e non esiste alcuna alternativa abitativa garantita dallo Stato.
Si ritiene che la revoca del divieto di sfratto avrà l'impatto maggiore sui lavoratori a giornata, sugli anziani con pensioni esigue e sulle famiglie monoparentali. Preannuncia inoltre un disastro sociale e umanitario per gli immigrati che si ritrovano improvvisamente senza la "copertura legale" che li proteggeva dal rischio di diventare senzatetto.
L'alloggio non è l'unico problema; un milione di persone vive ora in "povertà energetica" a causa dell'eliminazione dei sussidi sociali per gas ed elettricità.
I migranti marocchini si trovano ora a dover scegliere tra riscaldare le proprie case nel gelido inverno e procurarsi il cibo, una situazione che colpisce in modo sproporzionato i giovani e gli anziani.
Gli attivisti per i diritti dei migranti sostengono che lo smantellamento delle reti di protezione sociale rappresenti un abbandono dei gruppi più vulnerabili e metta a repentaglio la stabilità di migliaia di famiglie marocchine che contribuiscono all'economia spagnola in un contesto internazionale estremamente complesso. Questa erosione delle reti di protezione sociale ha scatenato un acceso dibattito politico a Madrid.
